Anello Lattone Mudaloru

Un parcorso particolarmente bello e molto panoramico, nel territorio di Baunei che costeggia da un lato il mare in direzione di Cala Mariolu e dall’altro Bacu Mudaloru.
La partenza è dal parcheggio che solitamente viene impiegato da chi va in spiaggia a Cala Mariolu (Ispulisgidenie) e ne condivide in parte il percorso.

La prima parte del percorso, molto agevole è una lunga sterrata dopo la sbarra che consente l’accesso in auto solo per gli usi civici e che arriva all’ingresso di Bacu Mudaloru con uno slargo dove noi proseguiremo dritti.

La sterrata verso Arcu 'e Tasaru
L’agevole sterrata verso Arcu ‘e Tasaru, il sentiero che si stacca a destra è un percorso alternativo che però arriva allo stesso punto, alla confluenza con Bacu Boladina. La sterrata è più agevole.

La sterrata prosegue fino a Arcu Tasaru dove abbiamo un’area che solitamente viene impiegata come bivacco per chi percorre il sentiero Selvaggio Blu i cui rifornimenti arrivano infatti proprio da qui.

E proprio sul Selvaggio Blu si svolge una buona parte di questa escursione, superato Bacu Boladina che lasceremo alla nostra destra si prosegue lungo il sentiero fino ad arrivare ai famosi ovili di Tasaru una coppia di barraccos e una bella mandra pressoché intatta, è il posto giusto per far qualche foto.

Gli ovili di Tasaru
Gli ovili di Tasaru, molto belli e immersi nel verde, si intravede a destra dietro il cuile in primo piano il sentiero che continua verso Punta Lattone.
Il recinto per animali (mandra) degli ovili di Tasaru
La mandra cioè il recinto per gli animali, perfettamente conservato, alla sua sinistra il sentiero continua verso Punta Lattone.

È uno snodo fondamentale da cui partono due sentieri: uno verso Cala Mariolu proseguendo oltre gli ovili in direzione del mare e l’altro invece a sinistra della mandra che sale verso Punta Lattone. Ovviamente prenderemo il secondo. Anche questo sentiero consente di arrivare a Cala Mariolu e infatti ad un certo punto troviamo il collegamento con il sentiero che arriva dagli ovili di Tasaru passando a mezza costa dal lato mare.

Il sentiero verso Punta Lattone che è il punto più alto di questa cresta a 588 m slm è abbastanza facile, ma può dare adito a interpretazioni e se non si sta attenti si rischia di sbagliare, occorre fare attenzione agli omini di pietra e a sei segni di vernice rossa disseminati lungo il cammino.

In ogni caso per evitare di sbagliare, tenete presente che conviene cercare di passare in punti che appaiono calpestati, bisogna individuare omini e punti di vernice, e la direzione è grossomodo il Nord.

Naturalmente scaricare la traccia GPS aiuta moltissimo.

Arrivati a Punta Lattone vale la pena di fare qualche foto, osservando e ruotando in senso orario: verso ovest in direzione di una V formata dalle creste si vede un monte in lontananza che quando è innevato è chiaramente il Gennargentu, mentre la gola sottostante è il Bacu Mudaloru, in alto sulla cresta è visibile il Cuile Urele, a Nord si scorgono le falesie di Punta Plumare poi Cala Gonone e la grotta dei colombi, a Est il mare e a Sud Punta Salinas, Bacu Boladina, Bacu Goloritze.

In fondo il Gennargentu innevato, sotto Bacu Mudaloru.
Da Punta Lattone verso Ovest, in quella V tra le creste si intravede il Gennargentu innevato, sotto scorre Bacu Mudaloru.
Lungo il Servaggio Blu
Verso Sud e verso Est il mare, in fondo Portu de Litiera, più vicino invece Punta Goloritze, mentre Cala Goloritze non si vede qui perchè nascosta dalle falesie.

Proseguendo verso Nord sul sentiero, in leggera discesa e molto ben segnato da omini di pietra, ci si inizia ad avvicinare a Punta Mudaloru, un punto panoramico su pareti a strapiombi che consente di ammirare la costa e le falesie su un mare di un blu intenso, la vista spazia a trecentosessanta gradi. non è sempre consigliabile arrivare fino a punta Mudaloru, dipende dal vento che può essere molto fastidioso in un punto davvero senza alcuna protezione.

Sullo sfondo Punta Mudaloru, sotto a sinistra il bacu.
Ancora pochi metri prima di ridiscendere verso Bacu Mudaloru, si vede a centro accanto a Sara, Punta Mudaloru con le sue pareti a strapiombo, e sotto il bacu.

Man mano che ci si avvicina la cresta diventa sempre più stretta, ma bene percorribile vino ad arrivare, circa cinquanta metri prima di Punta Mudaloru a un bivio che immette a sinistra sul sentiero alto che costeggia Bacu Mudaloru.

Immettendoci su questo tratto di sentiero a sx inizieremo a tornare verso il parcheggio. A dx invece si proseguirebbe lungo il Selvaggio Blu incontrando prima l’ovile Pentrosu e poi le pietraie che conducono a Bacu Mudaloru.

Si cammina in questo stretto sentiero molto aereo in alcuni punti che costeggia il bacu facendo molto attenzione ai segnali, omini di pietra (alcuni anche posti sugli alberi) perché non è sempre banale.

Arrivati a un’ampia cengia il sentiero cambia un po’ diventa molto più facile e inizia la discesa verso il greto dell’antico torrente di Bacu Mudaloru, incontriamo diverse piazzole di carbonai e i resti di un edificio di forma quadrangolare, probabimente sempre di carbonai oltre a una vecchia mandra semi distrutta, da qui il percorso è facilissimo e ci porta in circa mezz’ora allo slargo già visto all’andata, prendiamo la strada a destra e ci dirigiamo verso il parcheggio.

Resti di una casetta dei carbonai
I resti di quella che era probabilmente una casetta di carbonai lungo il sentiero di Mudaloru, ormai sulla via del ritorno.

Scheda tecnica

Lunghezza: 9.7 Km

Dislivello totale: 370 m

Tempo di percorrenza (stimato): 5 ore

Difficoltà: EE

Posizione:

Traccia GPS:

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