Da Punta Salinas a Cala Goloritzè in corda doppia

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Punta Salinas è uno straordinario punto di osservazione sul panorama che da Cala Goloritzè arriva fino a Cala Gonone. 

Domenica scorsa nel percorrere questo itinerario attrezzato, avevamo ben presente la sua bellezza un po’ meno la sua complessità questo è il racconto di quella giornata.

La partenza

La nostra base di partenza è stata Su Porteddu il famoso agriturismo da cui parte il sentiero per Goloritzè, dove abbiamo lasciato le macchine che avremo ritrovato al ritorno.

Partenza WP Su Porteddu 40º05’00.1″N 009º40’41.5″E

Attenzione! Ricordatevi di pagare il ticket. Noi abbiamo pagato il ridotto di € 3,00 a testa, visto che saremo arrivati a Goloritzè solo nel pomeriggio. Nel ticket è compresa la sosta nel parcheggio del Bar/Agriturismo Su Porteddu. N.B. Il Ticket intero è € 6.00 a persona, specificate prima di partire che voi non siete subito diretti alla Cala.

Il percorso per arrivare a Punta Salinas è molto bello e panoramico. Si percorre un tratto di circa 1 km nel sentiero classico che porta alla Cala di Goloritzè, dopo di che si stacca un sentiero in salita alla nostra destra.

Viaggio in Sardegna - Da Punta Salinas a Cala Goloritzè foto02
Il sentiero verso Cala Goloritzè, da cui poi si stacca quello per Punta Salinas

Dopo qualche breve tratto intercettiamo i resti di un cuile e poco più avanti un riparo sotto roccia.  Continuiamo però la nostra tratta in leggera salita tenendoci sul sentiero che piega a sinistra e che sovrasta il bacu Goloritzè. In prossimità della cresta troviamo un’altro bell’ovile, questa volta molto più ben conservato, Cuile Assas Altas,  lo superiamo e proseguiamo il percorso verso Serra Salinas.

Viaggio in Sardegna - Da Punta Salinas a Cala Goloritzè foto05
Antonio posa accanto all’ovile.

Primo Cuile WP 40º05’00.1″N 009º40’41.5″E

Il sentiero è ben marcato e dopo un tratto pianeggiante, cominciamo a scendere  all’interno di una bella lecceta sino ad raggiungere quello che nelle carte è indicato come Bacu Canale. Il nome esatto in baunese è Bacu Linnalbu, ma come è successo in molti casi, questi toponimi antichi sono stati da tempo sostituiti nelle carte, con quelli attuali. Ci troviamo finalmente a Serra Salinas.

Bivio Bacu Canale WP 40º05’00.1″N 009º40’41.5″E

Qui dopo poco si incontra la carrereccia che prosegue in discesa per un altro bel tratto dove, di solito lascia l’auto chi decide di rientrare da Goloritzè seguendo questo percorso.

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Riparo sotto roccia nei pressi dell’ovile Su Runcu ‘e su pressu

Proprio dalla carrereccia si stacca un sentiero in salita sulla nostra destra che in breve tempo ci porterà al cuile Su Runcu ‘e su pressu, anch’esso con la mandra costruita a ridosso della parete. Da questo punto si intercetta anche il sentiero che arriva da Portu Cuau, ovvero la Seconda Tappa del Selvaggio Blu.

Cuile Su Runcu ‘e su pressu WP 40º05’00.1″N 009º40’41.5″E

L’arrivo a Punta Salinas

Il nostro percorso continua nel sentiero a sinistra dell’ovile che in circa 500/600 m ci porterà sul più bel terrazzo panoramico della zona. Siamo a Punta Salinas e il paesaggio che si apre davanti a noi è qualcosa di indescrivibile e allora ecco la foto:

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La terrazza panoramica naturale di Punta Salinas, in basso l’Aguglia di Goloritzè e la spiaggia omonima.

Punta Salinas Punto Panoramico WP 40º05’00.1″N 009º40’41.5″E

Il terrazzo panoramico oggi è molto affollato, e più in là scorgiamo un altro gruppo che si appresta ad attrezzare le calate. Per questa volta tralasciamo la visita al Cuile Salinas, perché siamo un pochino in ritardo sulla tabella di marcia. Ma varrebbe davvero la pena una visita.

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Marian e Maurizio arrivano sulla terrazza panoramica di Punta Salinas.

Dal punto panoramico (troveremo un cumulo di massi) scendiamo brevemente verso destra per arrivare ad una piccola cengetta che riporta a sinistra con un pochino di pendenza. Bisogna fare molta attenzione perché c’è una costante caduta di pietre che si staccano ad ogni passo.

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L’Aguglia incorniciata da un ginepro.
Renato attrezza la prima calata

Le calate in corda

Il primo salto di circa 30 m è attrezzato su un ginepro. Arrivati alla base del salto, occorre prestare grande attenzione per arrivare a quello successivo: il terreno è  molto in pendenza, malfermo e si staccano moltissime pietre, alcune anche di grosse dimensioni.

Prima calata WP 40º05’00.1″N 009º40’41.5″E

Secondo salto, 35 m con ultima parte sul vuoto. Arriviamo a ridosso di una cresta rocciosa con strapiombi da entrambi i lati. Anche qui occorre prestare molta attenzione perché lo spazio non è molto e poi per raggiungere il salto successivo si deve fare una manovra un po’ acrobatica in parete ed è bene proteggerla con un corrimano in quanto gli ancoraggi sono un po’ distanti.

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La stretta cresta che conduce al terzo salto.

Per chi volesse terminare qui il percorso si può allestire una calata di circa 20 m che ci porta su una ripida pietraia a sinistra. Invece chi vuole proseguire, deve affrontare una breve arrampica di IV grado per arrivare al saltone di circa 60 m.

Anche qui prestate molta attenzione, sebbene per molti questa arrampicata può essere facile non è scontata per altri, soprattutto per la costante caduta di pietre. Quindi raccomandiamo una perfetta forma fisica e dimestichezza nelle tecniche di progressione d’arrampicata. Due corde fisse ci aiuteranno comunque nella salita. In caso di gruppi numerosi, dal salto precedente molti allestiscono una breve teleferica.

Superata la progressione in arrampicata ci troviamo a ridosso di un balconcino al di la del quale abbiamo il grande salto di circa 60 m che ci porta verso la Scala de su Piggiu.

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Marian scavalca il balconcino del saltone.

Prestate sempre molta attenzione allo spostamento di pietre che anche su questa parete è davvero notevole.

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La parte finale del saltone.

Il passaggio dal salto grande alla base della scala non è banale, ci sono ancora i resti di una antica scala in ginepro. Il salto successivo di circa 25 m alla base della Scala è attrezzato sul tronco di un grosso leccio. Da qui si entra all’interno della valle “Su Larbone”.

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Marco si cala al 5° salto

Tenendoci verso destra a ridosso delle creste, scendiamo in forte pendenza seguendo le tracce costituite da piccole pietre incastrate nelle biforcazioni degli alberi. La discesa un po’ complicata e finisce su una pietraia alla base della famosa guglia che ci si lascia a sinistra per avviarsi verso l’ultimo salto. Questo si trova in uno dei canali nascosti, chiuso tra due pareti che quasi arrivano a toccarsi. Anche questo salto è molto bello quasi tutto sul vuoto per circa 20 m.

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Marian si prepara per l’ultimo salto.

Ultima calata WP 40º05’00.1″N 009º40’41.5″E

Viaggio in Sardegna - Da Punta Salinas a Cala Goloritzè foto24
Marco si cala sul vuoto a filo di ragno.

Arrivati al bosco di oleandri imbocchiamo il sentiero alla sinistra del salto seguendo le indicazioni ben visibili, ormai Cala Goloritzè è davvero vicina così come il nostro meritato bagno rinfrescante!

Per il rientro a Su Porteddu calcolate un’ora e mezza (ma anche due) di camminata in salita con gli zaini per un dislivello di circa 400 m.

Un po’ di informazioni

Riepilogando:

  • n.6 calate
  • calata più alta 60 m
  • Tempo di percorrenza: variabile a seconda del percorso di avvicinamento scelto. Da Su Porteddu circa 6 h
  • Difficoltà: EEA 
  • Dislivello salita + 173 m
  • Dislivello in discesa – 559

Sequenza calate:

  1. 30 m
  2. 35 m (parte finale sul vuoto)
  3. 25 m  
  4. 60 m (metà del salto è sul vuoto)
  5. 25 m 
  6. 20 m (salto in gran parte sul vuoto)
Viaggio in Sardegna - mappa su porteddu punta salinas goloritzè

Ringraziamenti:

Innanzitutto ci sembra doveroso ringraziare i nostri amici di avventura, quasi sempre presenti nelle nostre uscite di trekking e canyoning, ossia gli amici dello Speleo Club Oristanese: Marian, Renato, Maurizio, Paolo, con i quali abbiamo condiviso tanti itinerari e gli amici Antonio e Fabio new entry in questa nuova avventura.

Un grazie a Enrico Speziga dei Sirboni trekking per aver condiviso con noi la traccia del percorso che abbiamo potuto seguire alla perfezione. 

Consigli, attrezzatura e cose da non dimenticare:

  • Essere in perfetta forma fisica
  • Se non si conosce il percorso e si vuole seguire la nostra traccia tenere conto delle possibili imprecisioni del GPS soprattutto nella parte finale del percorso e a ridosso del saltone. In alternativa (soluzione migliore) farsi accompagnare da qualcuno che l’ha già fatto o da una guida esperta.
  • Avere una buona scorta d’acqua perché nel bosco fa davvero caldo.
  • Capellino
  • Bastoncini da trekking per il rientro.
  • Zaino 50 l ci deve stare la corda)
  • Abbigliamento leggero e comodo
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