Guida Ambientale in Sardegna, chi può esercitare

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sa-pruna-supramonteIl riordino delle professioni turistiche in Sardegna continua ancora oggi a creare problemi e tanta confusione, ma questo è dovuto per lo più al fatto che c’è tanta disinformazione o “mala informazione”; senza contare l’abusivismo e il proliferare delle guide fai-da-te che spesso non garantiscono professionalità e sicurezza.

Ma perché dico questo? Ultimamente sto notando la pubblicizzazione di corsi di formazione per Guida Ambientale Escursionistica che promettono diploma nazionale e tesserino tecnico e quindi la possibilità di esercitare la professione.

Senza nulla togliere all’ente o all’Associazione che provvede alla formazione che sicuramente saranno abilitati a pieno titolo, tuttavia ritengo doveroso chiarire alcuni aspetti legati al fatto che la nostra Regione ha deliberato in materia di professioni turistiche, in particolare nella Legge regionale n. 20 del 18/12/2006  che individua tra le altre figure quella della GAE.

“La guida ambientale-escursionistica accompagna per professione persone singole o gruppi di persone in ambienti terrestri o acquatici, compresi parchi e aree protette, illustrandone le peculiarità paesaggistiche, naturalistiche, faunistiche, botaniche e geologiche. Non rientrano in ogni caso, nella categoria di guida ambientale – escursionistica i professionisti che esercitano attività di particolare difficoltà, poste su terreni innevati, rocciosi o di particolare pendenza e in ogni caso di quelle che richiedono l’utilizzo di particolari attrezzature e la conoscenza di particolari tecniche.”

E questa descrizione ovviamente pone altri limiti come quello dell’accompagnamento su via ferrata o canyoning.

Requisiti abilitativi minimi per l’accesso alla professione:
1. laurea triennale in discipline attinenti alle materie biologiche e naturali, ambientali, geologiche, agrarie e forestali
2. titoli rilasciati da organismi riconosciuti che attestino la frequenza di corsi sulle attività tecniche connesse all’escursionismo ambientale
3. tre mesi effettivi, anche non continuativi, di tirocinio operativo. La certificazione di tirocinio deve essere rilasciata da associazioni, enti o società pubbliche o private che erogano servizi turistici e/o culturali o da guide professionistiche abilitate ed iscritte nei registri e deve attestare la pratica dell’attività di guida per il periodo indicato nonché almeno dieci prestazioni di guida in affiancamento alla guida professionista.
In alternativa:
titoli rilasciati da organismi riconosciuti che attestino tre mesi effettivi, anche non continuativi, di tirocinio operativo, previo superamento di un esame bandito ogni due anni con decreto dell’Assessore del Turismo. Al concorso possono partecipare coloro che possiedono i requisiti soggettivi minimi e almeno un anno di comprovata esperienza nel settore. L’esperienza di almeno un anno si intende assolta quando il richiedente abbia operato nello specifico settore in maniera regolare e professionale per almeno 34 giorni nell’annualità.

Sono riconosciuti i seguenti titoli:

– titolo di accompagnatore di escursionismo certificato dal Cai con specializzazione sulle peculiarità escursionistiche della Sardegna e/o titolo equivalente certificato dal Collegio nazionale delle guide alpine o dalla Aigae o altro titolo equipollente;
– titolo di operatore naturalistico nazionale certificato dal Cai con specializzazione sulle peculiarità ambientali e naturalistiche della Sardegna;
– corsi di formazione professionale di almeno 600 ore riconosciuti dalla Regione autonoma dalla Sardegna (e/o dal Ministero della pubblica istruzione e/o dall’Unione europea) diretti allo svolgimento della specifica attività di guida ambientale-escursionistica.

I Corsi di Formazione non danno l’accesso immediato al Registro Regionale, specie se non si possiede la laurea, e il concorso non è detto che venga bandito ogni due anni; per l’ultimo si è dovuto aspettare parecchio e si è svolto nel 2013!

In più chi volesse esercitare in Sardegna è tenuto al superamento dell’Esame qui nella nostra Isola, significa che una Guida Ambientale di una qualsiasi Regione Italiana deve presentare i titoli e partecipare al Concorso se vuole essere iscritto al nostro Albo Regionale.

La cosa poco chiara è che tra i titoli riconosciuti vi siano corsi professionali di almeno 600 ore riconosciuti dalla Regione Sardegna (e/o dal Ministero della pubblica istruzione e/o dall’Unione europea), quindi se un corso professionale prevede meno di queste ore non è riconosciuto? E quelli proposti prevedono questo numero di ore?

Consiglio vivamente a chi si vuole avvicinare alla professione di Guida Ambientale Escursionistica di informarsi bene e leggere le norme in proposito anche perché i corsi di questo tipo richiedono spesso risorse economiche notevoli;   a fine articolo metterò i link utili e la normativa di riferimento.

In ogni caso credo che non bastino 600 ore per imparare a conoscere il nostro territorio e per auto promuoversi, l’attività di Guida presuppone infatti un costante aggiornamento e una passione che va oltre l’attività professionale in se, la conoscenza degli strumenti, della carta e del territorio, ma sopratutto dei limiti entro i quali si può operare e i rischi connessi all’attività, senza dimenticarsi delle polizze assicurative che una Guida dovrebbe avere.

Essere informati per chi pratica o vuole praticare l’Escursionismo, specie se per professione,  è buona cosa, non dimentichiamocelo.

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2 commenti su “Guida Ambientale in Sardegna, chi può esercitare”

  1. Ciao Sara, hai chiarito perfettamente la situazione e non posso che darti ragione. L’abusivismo che attualmente si riscontra tra le professioni turistiche è ormai diventato la regola purtroppo, non l’eccezione. E quel che più trovo assurdo è che le pubbliche amministrazioni (che dovrebbero conoscere e far rispettare la normativa regionale vigente) siano spesso le prime a promuovere corsi di formazione professionale finalizzati all’ottenimento di una qualifica da parte di enti e associazioni che non solo non vengono menzionati nella L.R. di riferimento che giustamente hai citato, ma che propongono un percorso formativo inferiore alle 600 ore. Tanto per chiarire, ecco il link al quale mi riferisco e che mi lascia una nota di amarezza…
    http://www.comunecagliarinews.it/news.php?pagina=13161

    • Ciao Roberta, grazie per la risposta.
      Il nostro scopo era quello di provare a dare delle delucidazioni e suscitare un po di attenzione in più per chi vuole affacciarsi a questa professione. Come dicevi in molti casi c’è da rimanere sconcertati per la superficialità con cui vengono trattati gli argomenti e un tema così delicato come l’accompagnamento in escursione.
      Mi hanno risposto in un post in cui eravamo taggati su instagram che l’iscrizione all’albo è necessaria per chi esercita con partita iva e che all’interno delle associazioni non c’era bisogno!!
      E allora mi chiedo che senso ha fare un corso professionale? Anch’io sono istruttore di escursionismo all’interno della mia Associazione ma non posso professionalmente accompagnare esterni ecco perchè o dato l’esame e mi sono anche iscritta all’AIGAE.
      Misteri sardi……

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