Sagra del Bovino Gallurese a Calangianus una ghiotta occasione

Sagra del Bovino Gallurese a Calangianus una ghiotta occasione Marco https://www.viaggioinsardegna.net/author/marco_admin/

La Sagra del Bovino Gallurese è stato un weekend di festa, relax ritrovandoci  tra amici e colleghi per parlare di turismo sostenibile. 

Stavolta non siamo andati in qualche forra con le mute e le corde, né in giro per i sentieri assolati del Supramonte.

Invitati dall’amico blogger Daniele Pipitone (Un sardo in giro) abbiamo trascorso il fine settimana a Calangianus in compagnia di altri blogger: Daniela Madau e Lola (Dama del Guilcer), Cristiana Calilli e Massimiliano Di Nicolantonio (100%Mamma).

La Sagra del Bovino Gallurese, è un appuntamento estivo che si ripete ormai da sedici anni e che com’è facile immaginare richiama turisti a frotte. Daniele che si occupa della comunicazione quest’anno ha deciso di invitare alcuni blogger per raccontarla in maniera un po’ diversa.

Per noi è stata l’occasione giusta per fermarci un pochino alle falde del Limbara che a differenza del Gennargentu visitiamo un pò meno spesso. Calangianus per me che sono di Olbia è a due passi, quest’anno ci sono andato molte volte ma mai in escursione.

Calangianus: il paese del sughero ma non solo

Gli abitanti di Calangianus sono sempre stati considerati una comunità operosa e relativamente “benestante”. Questo per via della loro attività più conosciuta: l’estrazione e la lavorazione del sughero. 

Olbia stessa deve molto in termini imprenditoriali a Calangianus. Ben prima della Costa Smeralda infatti era il porto di partenza del sughero verso il continente. Una delle più grandi aziende di Olbia è nata proprio dal trasporto del sughero.

Negli ultimi anni, con l’affacciarsi sul mercato di altri paesi molto organizzati e con un diverso approccio alla produzione come ad esempio il Portogallo, il comparto del sughero ha subito un brusco arresto, mettendo Calangianus di fronte alla necessità di crescere anche in altre direzioni. 

Non è facile cambiare il proprio modello di sviluppo, ma con delle solide basi è senza dubbio più fattibile. E queste basi ci sono. La Gallura è una realtà sfaccettata, che si presenta sotto diverse forme e che fortunatamente si esprime molto bene anche in altri settori produttivi.

Penso a quello enologico, in particolare per il Vermentino di Gallura la prima DOCG della Sardegna, e qui a Calangianus sono presenti alcune cantine importanti.

Penso alla gastronomia che mantenendo i piatti di una tradizione contadina molto radicata si presenta al visitatore con ristoranti e una offerta di altissima qualità. Abbiamo avuto modo di conoscere ed apprezzare il lavoro di un giovane ristoratore Antonio Fele che con il suo ristorante Tirabusciò porta avanti con passione il valore della tradizione gastronomica gallurese.

culurgiones galluresi

Un piatto di ravioli galluresi, per noi una vera sorpresa per il gusto dolciastro dato dallo zucchero.

Interno ristorante il tirabusciò

L’interno del ristorante il Tirabusciò.

E penso naturalmente all’allevamento, che a differenza di altre zone della Sardegna ha privilegiato i bovini e raggiunge livelli di assoluta eccellenza, come dimostrato anche dalle recenti vittorie a livello nazionale proprio degli allevamenti di Calangianus.

Abbiamo incontrato gli allevatori e visitato l’azienda di Daria Pittorru che nell’ultima mostra nazionale ha vinto tutti i premi possibili ed è stata una piacevole sorpresa scoprire che con Pier Fanco Decandia (lui seleziona bovini di razza Charolaise e Limousine destinate agli allevamenti) abbiamo molte conoscenze comuni.  

Sagra del Bovino Gallurese - foto di gruppo con il toro

Sara in posa con una parte del gruppo assieme al toro (che però non ne ha voglia)

La sagra del Bovino Gallurese

La Sagra del Bovino Gallurese mi diceva il Sindaco Fabio Albieri, nasce da una reazione forte del paese allo scandalo della mucca pazza, che pur non avendo toccato l’Italia aveva colpito in maniera molto forte l’allevamento dei bovini, con paure ingiustificate da parte dei consumatori. La prima edizione fu un grande e inaspettato successo tanto da riproporla anche negli anni successivi ne parla qui Pietro Zannoni

http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2002/07/13/SE101.html 

Si tratta quindi di un appuntamento molto atteso e lo si capisce dalle centinaia (forse migliaia) di persone che affollano il paese ben prima che sia ora di cena.

Proprio per questo motivo sono stati predisposti anche una serie di eventi volti a intrattenere gli ospiti che, a giudicare dall’abbigliamento, sono turisti in arrivo dalle località della costa, oltre naturalmente a molti Sardi che hanno deciso di fare un gita fuori porta. 

Capita spesso che nei nostri weekend in giro ci ritroviamo in paesi in festa specialmente d’estate, questo perché abbiamo sempre privilegiato le zone interne rispetto alle coste.

Non sempre però riusciamo a fermarci abbastanza e soprattutto quasi mai ci è capitato di avere una guida come Daniele che ci ha accompagnato in una serie di appuntamenti estremamente interessanti.

Abbiamo incontrato gli allevatori, visitato il museo del sughero e ascoltato dalle parole dello storico e giornalista Pietro Zannoni la storia degli ultimi secoli della città. 

Calangianus è una cittadina che può vantare una storia molto antica con insediamenti che risalgono, come del resto in tutta la Sardegna, all’epoca nuragica e che si sono conservati in maniera mirabile.

Domenica mattina siamo andati a visitare la Tomba di Giganti nella località Pascaredda accompagnati dall’archeologa Letizia Fraschini che ci ha illustrato le peculiarità di questo luogo molto visitato e per tanti motivi unico. Si tratta infatti di uno scavo recente (1998) e si è mantenuta la copertura in terra della tomba che ha quindi un aspetto molto vicino a quello che aveva quando è stata edificata. Eravamo già stati qui qualche anno fa in una giornata un po’ grigia a piovosa, domenica invece la giornata era perfetta.

Sagra del Bovino gallurese - Tomba di Giganti in località Pascaredda, Calangianus

La Tomba di Giganti in località Pascaredda, uno dei numerosi siti archeologici di Calangianus

A differenza di altre località la presenza L’importanza di questo centro è tale che nei secoli scorsi le principali strade passavano da Calangianus e anche oggi è molto bel collegata. È evidente come sia stata il centro dei traffici e di produzioni importanti. Passava di qua la ferrovia diretta a Olbia, oggi smantellata e diventata un bellissimo percorso ciclabile e i monaci cappuccini avevano un loro monastero che oggi è diventato il museo del sughero, tappa imperdibile perché assolutamente unico. 

Calangianus e il turismo 

Questa lunga premessa per dire che Calangianus ha secondo noi delle grandi potenzialità dal punto di vista turistico e un numero rilevante di attrattori. Ci siamo resi conto in questi due giorni che le cose da fare e da vedere non si esauriscono in un weekend, ma anzi che ci troviamo di fronte a una destinazione interessante sotto molti aspetti.

Io forse sono un po’ di parte, perché vivendo a Olbia e spostandomi spesso in Gallura per lavoro, conosco questi luoghi da sempre e ne sono innamorato, dal mare alle montagne.

Il territorio di Calangianus, se si escludono i resti di alcune cave di granito oramai semi nascoste è sostanzialmente integro.

Se ci pensiamo un attimo, ci rendiamo subito conto che con la sua storia industriale, questa cittadina ha vissuto e prosperato grazie all’attenta conservazione del suo patrimonio boschivo.

La quercia da sughero è stata per almeno tre secoli il petrolio di questi luoghi e i suoi abitanti adesso si ritrovano un patrimonio naturale pressoché intatto.

sughera calangianus

La quercia da sughero viene segnata con il numero corrispondente all’anno di estrazione. Bisognerà aspettare circa 12 anni per poterne effettuare un’altra.

Le altre attività, come l’allevamento dei bovini, non intensivo ma allo stato brado e semi brado e con fini di selezione e riproduzione, non hanno intaccato l’aspetto di queste montagne.

E da qualche decennio sulle colline fino a una quota di quattrocento metri ha preso piede la coltivazione del Vermentino il vitigno gallurese per eccellenza.

Quello che davvero mi è rimasto impresso è che qui in pratica c’è tutto quello che una piccola cittadina potrebbe desiderare per costruire un’offerta turistica molto interessante.

Siamo stati ospiti di una splendida struttura che si affaccia sul Lago Liscia, che non è in realtà nel comune di Calangianus ma non è rilevante quest’aspetto essendo Luras confinante, quello che è importante è che gli ospiti del Resort Liscia erano stranieri, verosimilmente interessati a trascorrere del tempo in un’oasi di relax da poter utilizzare anche come punto di partenza per escursioni in bicicletta, a piedi e con altri mezzi.

Sagra del Bovino gallurese - Il lago Liscia

Il lago Liscia guardando verso Calangianus

Persone che la sera erano in paese per partecipare alla sagra e quindi assaggiare, degustare e scoprire il territorio con le sue produzioni. Insomma turisti interessati a vivere un’esperienza sociale diversa, sicuramente alternativa rispetto alla giornata in spiaggia che solitamente si immagina pensando alla Sardegna.

Si tratta di mettere insieme i pezzi e farli lavorare, in sinergia.

Mi sono chiesto ma quali sono gli aspetti di unicità di questo luogo? Sono solo legati alle “cose”? Nella visita al Museo del Sughero chi ci ha fatto da guida è una ragazza che lavorava in un sugherificio, le macchine e le lavorazioni che ci ha mostrato non sono semplicemente delle cose. Sono state per secoli la vita quotidiana di una intera comunità e in parte lo sono tuttora.

museo del sughero

In realtà basta uno sguardo per capirlo, tutto ci dice che questo territorio è stato plasmato dal lavoro dell’uomo e che c’è una cultura materiale viva e complessa che si muove attorno ai boschi e al granito di queste colline.

Si capisce dall’interazione tra i mestieri e i prodotti tradizionali che sono ancora tutti collegati tra loro in una economia che ha un ciclo completo. Certo oggi si vede molto meno, è un effetto della modernità, ma i segnali ci sono ancora tutti e si ritrova in quell’aspetto della cultura rurale che è l’ospitalità.

L’ospitalità Gallurese (e Sarda in generale) è rinomata e possiamo dire di averne avuto una prova ulteriore in questi due giorni.

Tutte le persone che abbiamo incontrato sono state di una gentilezza e anche di una generosità commovente. Basti dire che la domenica mattina sono venute a salutarci dove stavamo pranzando le titolari de Lu Rutigliu che avevano preparato i dolci e  la pasta.

malloreddus lu rutigliu seada lu rutigliu

Avete presente quando s’incontra qualcuno che non si vedeva da parecchio tempo?  Ecco questo era il clima ed era evidente anche guardando i turisti che affollavano le vie e le piazze che erano lì perché si sta bene un clima di vera festa e di allegria.

Turismo attivo, esperienziale e produzioni locali si possono incontrare 

È chiaro che nell’ultimo weekend di luglio chi viene a Calangianus per la Sagra del Bovino Gallurese è molto probabilmente un turista. Una persona che sta in qualche località costiera e che è curiosa di partecipare a una festa paesana. Alcuni però erano qui per l’ennesima volta e i motivi sono semplici: si mangia bene, si beve bene, c’è allegria e divertimento.

La Sagra del Bovino Gallurese - Lo spiedo

La sagra del Bovino è ovviamente anche un ottimo arrosto e di manzi sugli spiedi ne giravano diversi

Ma questi due giorni avrei potuto trascorrerli anche a settembre o a novembre o perché no a marzo e perfino a dicembre, sarebbero stati comunque un weekend molto piacevole, istruttivo e rilassante. 

Ho pensato a quando vivevo a Milano e mi sono reso conto che in un’ora e mezza, due al massimo, sarei stato qui lontano dal rumore e davanti ad un piatto di zuppa gallurese o di ravioli dolci, davanti ad un calice di Vermentino di Gallura DOCG e che l’indomani sarei stato in giro a scoprire un territorio e una cultura che non ha eguali in Italia. 

vino Kenalia

Esattamente quella Sardegna che è un’altra cosa rispetto a quella che immaginiamo quando stiamo a Milano o a Roma o comunque al di la del mare. 

Ho pensato, immaginando il paese un po’ più tranquillo, magari in autunno o meglio ancora in primavera, che le possibili attività in una cittadina come Calangianus sono molte di più di quello che realisticamente potrei fare in un solo weekend.

Questo perché a mezz’ora da Olbia ci si può immergere in un ambiente di mezza montagna in cui dedicarsi a qualsiasi disciplina dell’outdoor e una volta finito gratificarsi con una cena o una degustazione (o entrambe) e trovare silenzio e relax in strutture bellissime e con personale molto attento e ospitale.

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