Libri sulle piante officinali e monumentali della Sardegna

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In questo periodo di lunghi stop per le attività ne approfittiamo per buttarci a capofitto nella lettura e negli approfondimenti in materie naturalistiche.

Tra le novità editoriali di questo periodo vi segnaliamo due importanti testi.

Il primo è l’ultimo “monumentale” lavoro di Ignazio Camarda:

Grandi alberi e foreste vetuste della Sardegna. Biodiversità, luoghi, paesaggio, storia. Ediz. illustrata.

L’albero è l’elemento più rappresentativo nel paesaggio vegetale e occupa gli ambienti più disparati, dalle dune costiere alle aree montane, dando origine a formazioni forestali che, in molti casi, presentano condizioni di alta naturalità.

Ginepri, tasso, oleastro, frassino, carpino nero, ontano nero, olmo campestre, acero minore, perastro, bagolaro, roverelle, sughera e leccio conservano esemplari straordinari, alcuni dei quali sono tra i più grandi e annosi d’Italia.

Alberi di antica introduzione, come l’olivo, il castagno, il ciliegio e il noce hanno dimensioni inusuali che richiamano la storia e la cultura agraria della Sardegna.

Specie comunemente arbustive come il corbezzolo, il lentisco e la fillirea, conosciuti per lo più allo stato arbustivo, assumono dimensioni del tutto eccezionali come anche alcuni esemplari di vite selvatica e di vitalba, tra i maggiori sinora conosciuti in Italia e in Europa. Alberi esotici di più recente introduzione provenienti da diverse parti del mondo, come abeti, rovere, acero montano, frassino maggiore, faggio, pino delle Canarie, cedri, sequoie, cipresso dell’Arizona, pino sabiniano, ficus, palme e numerosi eucalipti, hanno trovato condizioni particolarmente favorevoli al loro sviluppo. Il libro analizza 65 specie native e 63 esotiche di cui, per 800 esemplari, viene data una descrizione delle caratteristiche botaniche, dei parametri dendrometrici, della geolocalizzazione con le coordinate GPS, delle condizioni strutturali e fitosanitarie e delle misure di tutela.

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Il secondo è un libro di Gianni Paba:

I prodotti secondari del bosco. Piante ed erbe alimurgiche, conciarie, da intreccio, mellifere, officinali e tintorie di Sardegna 

L’auspicio del ritorno alla natura e al suo godimento, nelle sue più diversificate componenti, è uno dei cardini su cui si regge quest’opera e che ha animato l’Autore a scriverla.

Essa si propone a tutti gli amanti del regno vegetale affinché si lascino guidare nell’identificazione di quelle essenze che stanno ritrovando un nuovo impiego sia nella fitoterapia che in campo tintorio, nel comparto conciario come nel tradizionale settore dell’intreccio. Ai fini di una più agevole consultazione le essenze vengono presentate in ordine alfabetico.

Ogni singola scheda, oltre al nome scientifico, volgare e in lingua sarda della specie trattata, ne riporta la descrizione botanica, l’habitat in cui di norma vegeta, il periodo di fioritura e fruttificazione. In molti casi anche il tempo balsamico e il tempo tintorio, ovvero quel lasso di tempo preferenziale per la raccolta delle essenze di ordine medicamentoso e delle frazioni vegetali necessarie per la tintura al naturale. Così come vengono elencate le proprietà curative e gli usi delle essenze nella fitoterapia.

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