Escursione a Tiscali

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Il villaggio nascosto all’interno di una dolina carsica

L’escursione per raggiungere Tiscali può essere sicuramente considerata una delle più belle della Sardegna. Un percorso semplice e della durata di poche ore, ma davvero appagante dal punto di vista storico e naturalistico.

Dove si trova?

Al confine tra il Supramonte di Oliena e di Dorgali, nascosto all’interno di una dolina carsica, mai visibile se non quando ci si trova proprio a ridosso. Per raggiungerlo si deve attraversare la Valle di Lanaitho e risalire verso il Monte Tiscali situato a circa 500 m slm.

Il villaggio si raggiunge per mezzo di due sentieri: il primo, quello tradizionale di Doloverre di Surtana il n° 411 e poi dal bivio per Surtana il n° 481B. Oppure quello solitamente utilizzato per il ritorno che parte sempre dal n° 481, innestandosi poi con il n° 401, cioè il sentiero alto, che ci porta proprio sopra la dolina. Da li in poi si procede lungo una bellissima cengia dove si trova anche un caratteristico passaggio con una spaccatura nella roccia chiamato per l’appunto Sa Curtigia. Un antico passaggio nascosto, utilizzato sin da tempi remoti e che permette di arrivare in poco tempo al villaggio.

Caratteristico di questo luogo straordinario è anche il microclima e quindi la vegetazione presente all’interno. Arbusti e macchia mediterranea sono diventati alberi monumentali. Il sito è anche frequentato da numerose specie animali come il muflone, la martora, la volpe.

Le moltissime capanne ancora visibili sono state costruite a ridosso della dolina al riparo dalle intemperie. I numerosi crolli e i detriti accumulati dai pochi scavi effettuati però piano piano ne stanno cancellando le tracce.

Il panorama dall’ingresso di Tiscali.

All’interno della cavità colpisce il grande finestrone che si apre all’interno della dolina e che permetteva non solo la vista sulla valle di Lanaitho, ma anche la possibilità di uscire direttamente dal sito attraverso delle scale ‘e fustes.

Storia

La storia di questo sito ha da sempre affascinato studiosi e archeologi, spesso attribuendogli la fama di ultimo avamposto dei sardi nuragici sfuggito alla conquista romana.

Per molto tempo questo è ciò che ci è stato raccontato di questo luogo. In realtà ad un osservatore attento non può sfuggire la tecnica costruttiva delle capanne rimaste.

Lo stesso Taramelli, grande archeologo dei primi del secolo scorso, quando fece il primo sopralluogo non si soffermò per più di 10 minuti. Attribuendo il sito alle popolazioni nuragiche senza fare ulteriori approfondimenti.

Per fare ulteriore chiarezza riportiamo di seguito una scheda dell’Archeologo Fabrizio Delussu che ci illustra chiaramente il sito:

Il sito comprende circa 60 ambienti che presentano pianta rettangolare, quadrangolare, circolare o ellittica. I muri sono realizzati con blocchi di calcare locale e si appoggiano direttamente alla roccia, sfruttandone la conformazione, o a terrazzamenti artificiali. Le strutture sono realizzate con due differenti tecniche costruttive: la prima, più antica, comprende i muri realizzati a secco con pietre di medie e grandi dimensioni; la seconda, più recente, include i muri, di modesto spessore, realizzati con pietre di medie e piccole dimensioni cementate con fango. Negli spessori murari realizzati con la prima tecnica si osservano piccole nicchie adatte per custodire gli arredi. Talune strutture, costruite con la seconda tecnica, presentano forma tronco-conica con pareti aggettanti e copertura con ramie frasche; una di queste, ancora visibile in buono stato di conservazione, presenta un ingresso dotato di architrave in legno di terebinto. In generale, gli ambienti osservabili sono interpretabili come strutture abitative, magazzini, recinti per custodire gli animali; in effetti si tratta, con ogni probabilità, di un abitato legato allo sfruttamento agro-pastorale del territorio (Supramonte e Valle di Lanaitto), costruito in un punto naturalmente riparato e protetto dalle intemperie come dalla calura estiva e localizzato presso un’importante tracciato viario.

Gli scavi curati dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici, realizzati nel 1999 e nel 2013, e le raccolte di superficie hanno consentito il recupero di materiali di età nuragica (tazze, brocche, fuseruole, macine etc.) e di età romana tardo-repubblicana, tra cui anfore vinarie prodotte nella costa tirrenica della penisola italica. L’abitato di Tiscali è stato dunque presumibilmente frequentato dal XIV al I sec. a.C. Per quanto riguarda le fasi costruttive descritte sopra, i muri della prima fase hanno un aspetto avvicinabile alle murature nuragiche, mentre le murature della seconda fase e gran parte delle strutture a vista dell’insediamento, la cui tecnica costruttiva non è tipicamente nuragica, potrebbero essere relative a un contesto successivo all’età nuragica, cronologicamente inquadrabile nell’età punica e/o nell’epoca romana repubblicana, relativo a una comunità d’indigeni, discendenti dalle genti nuragiche. La conoscenza attuale della cultura materiale e della tipologia costruttiva e insediativa dei popoli (forse inquadrabili all’interno delle civitates Barbariae note dalle fonti epigrafiche del I sec. d.C.) che abitavano nel Supramonte prima e durante l’età romana non consente ulteriori asserzioni. A questo proposito vale la pena di ricordare le testimonianze di Diodoro (I sec. a.C.),Strabone (I sec. a.C. – I sec. d.C.), Pausania (II sec. d.C.) e Zonara (XII sec. d.C.) che concordano nell’attribuire ai Sardi abitazioni in spelonche e in caverne dislocate negli impenetrabili monti della Barbaria sarda, territorio che probabilmente comprendeva il complesso carsico del Supramonte e il massiccio del Gennargentu.

Potrete trovare il testo completo qui

In realtà questo villaggio, per i pochi scavi che si è riusciti a portare avanti, ha raccolto diverse frequentazioni umane dal neolitico sino ai giorni nostri. Il sito e la sua collocazione era il luogo ideale per trovare riparo in una delle zone più impervie del Supramonte.


Scheda tecnica

Difficoltà: E (Escursionistico)

Km: 7/8 A/R

Dislivello: 400 m circa in salita

Tempo di percorrenza: 5 ore circa con visita al sito e soste.

Ticket all’ingresso: € 5, ridotto per gruppi e bambini.


Sul nostro profilo di Wikiloc potrete trovare e scaricare la traccia.

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