Capo Sferracavallo

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Percorso di Abseiling e Scrambling nei pressi della spiaggia di Coccorrocci

La Sardegna si conferma sempre più un autentico paradiso per gli amanti dell’outdoor, si moltiplicano precorsi attrezzati in scenari suggestivi e poco battuti.

Domenica scorsa siamo andati a testare un nuovo percorso attrezzato da Walter Curreli a Capo Sferracavallo.

Aggiornamenti

A fine articolo abbiamo inserito alcune modifiche al percorso effettuate dopo la nostra escursione.

Avevamo già fatto un sopralluogo per capire un po’ il contesto e l’avvicinamento ed stato anch’esso interessante e piacevo perché ci ha permesso di apprezzare anche il panorama di questa zona poco frequentata dagli escursionisti.

Poi grazie alla scheda e alle preziose indicazioni di Walter siamo tornati e abbiamo completato il percorso.

Il percorso è ben attrezzato e molto spettacolare specie nella sequenza dei 4 salti in falesia.

Una raccomandazione, che poi è la stessa che ci fece Walter, “piedi di piombo!” dal momento che la roccia è di tipo vulcanico è diversa dal granito a cui siamo abituati qui in Gallura e in Barbagia o dal calcare del supramonte. Essendo molto fessurata in alcuni punti è possibile se non si sta attenti, far staccare qualche piccola pietra e farla volare giù nelle soste.

Le soste sono state attrezzate bene tutte doppia con placchette inox di cui almeno una con anello, unite da cordino e in alcuni casi catena.

Inoltre per cui una volta arrivati all’armo ci si può spostare comodamente a alla sinistra (guardando la parete) per uscire dalla linea di calata e quindi evitare eventuali scariche di sassi.

Molto spettacolare il salto da 40m in parte sul vuoto di uno scavernamento.

capo sferracavallo_il secondo salto visto dalla sosta

Le corde non sfregano praticamente mai se ci si tiene sulla linea di calata, in quello da 40 sono state anche sistemate due tavolette.

Le soste, permettono la permanenza di poche persone alla volta. Per cui in caso di gruppi numerosi consigliamo una progressione “a cingolo” mandando avanti i portatori di corda che preparano anche le calate successive sempre con estrema attenzione nello spostamento delle pietre.

Ci siamo divertiti, faceva molto caldo ma il panorama è molto bello. Non è un’escursione super impegnativa l’avvicinamento è quanto di più facile si possa immaginare e il rientro molto carino facile e con delle belle sorprese.

Scheda

Avvicinamento: dalla Marina di Cardedu si prosegue verso la Marina di Gairo e poi fino al Campeggio Coccorrocci che lasceremo alla nostra destra deviando sulla strada bianca che si snoda tra la famosa spiaggia di sassi ed il camping.

Percorreremo la sterrata e dopo aver attraversato il fiume ci terremo a sinistra fino ad arrivare ad una bellissima area attrezzata con tavoli e arrostitoi. Qui è possibile lasciare le auto all’ombra dei lecci.

L’avvicinamento inizia un po’ prima dell’area attrezzata dove troviamo i cartelli ci indicano la direzione verso Perda Stampada.

capo sferracavallo_partenza

Arriveremo in prossimità della prima calata in circa 40 minuti.

Ci si può fermare a Sa Perda Stampada per fare qualche scatto del panorama. Merita davvero!

panorama da sa perda stampada
La Spiaggia di Coccorrocci vista da Sa Perda Stampada

Da qui si segue il cartello Cuile Tesonis e si percorre il sentiero per circa 350 m, sulla sinistra si aprirà un varco nella bassa vegetazione che ci fa camminare a fianco di una recinzione, al termine della quale ci sarà la nostra prima calata.

La superiamo attraverso un grosso varco e arriviamo ad un grande plateau di roccia dove con calma possiamo sistemare la nostra attrezzatura.

capo sferracavallo_plateu di granito
Il caratteristico plateau roccioso dal quale inizia la sequenza delle calate

La prima calata la si raggiunge seguendo la recinzione appena passata tenendola a destra. Si possono notare dei piccoli ginepri e li inizia una brevissima disarrampicata, appena un paio di metri.

L’armo è individuabile subito a destra guardando il mare.

capo sferracavallo_passaggio per arrivare al primo salto
La breve disarrampicata inizia qui tra questi ginepri

Le calate

Sono tutte poggiate tranne un pezzo sul vuoto al salto da 40 m.

1° calata

  • 25 m

Arrivo in un piccolo bosco pensile di lecci, corbezzoli e ginepri. Seguiamo il sentiero in discesa a sinistra per circa una ventina di metri, seguendolo poi sempre alla nostra sinistra (guardando il mare) in leggera salita. Ritroviamo la recinzione che seguiamo lasciandola alla nostra sx e in breve arriviamo alla falesia dove ci attende il secondo salto.

capo sferracavallo_primo armo
capo sferracavallo_primo salto visto dal boschetto

2° calata

  • 40 m

Prima parte poggiata per circa 12 m poi circa 15 m sul vuoto e il resto poggiata sino alla sosta.

capo sferracavallo_marco al secondo salto
capo sferracavallo_il secondo salto visto dalla sosta
Lo scavernamento del 2° salto visto da sotto

3° calata

  • 22 m

Intercettiamo subito la sosta, un cavo d’acciaio alla nostra sx (guardando la pareta) ci permette di spostarci dalla linea di calata.

capo sferracavallo_marco attrezza il terzo salto

4° calata

  • 30 m

Ci si infila in una piccola cavità, un cavo d’acciaio alla nostra sinistra ci porta all’interno dove troviamo anche il libro di via. L’armo è sulla destra sul bordo dell’anfratto.

capo sferracavallo_arrivo al quarto saltojpg
capo sferracavallo_libro di via

5° calata

  • 30 m

Tenendoci sulla linea naturale di calata e guardando alla nostra destra cerchiamo di individuare uno scavernamento che sarebbe scomodo da superare e dove le corde potrebbero sfregare. Ci teniamo quindi alla sua sinistra e senza problemi arriviamo alla base della calata.

capo sferracavallo_marco si cala nell'ultimo salto
si nota l’anfratto da evitare a sinistra della linea di calata

Attrezzatura

Noi abbiamo utilizzato due mezze corde da 60 m, due moschettoni a ghiera per ogni calata, una multichain per agevolare le manovre in sosta e maillons rapide sulle placchette senza anello o sui cordini .

Le corde da 60 Sono adeguate ed abbondanti. Ogni discesa è stata fatta in doppia a corde bloccate per cui tenetene conto, nel senso che se usate due corda da 40 m queste sono appena sufficienti ma forse senza bloccarle, cosa però decisamente sconsigliata.

Per facilitare la vita a chi fa assistenza all’armo che poi scende per ultimo, abbiamo aggiunto un paio di maillons rapide sulle placchette senza anello in modo da distribuire il carico sui due ancoraggi.

Rientro

Circa 20′ in totale

Dalla base dell’ultima a calata seguiamo gli omini e facendo un po’ di scrambling sotto costa andremo ad intercettare il sentiero che si trova in un boschetto appena sopra di noi a sinistra.

capo sferracavallo_arrivo alla base dell'utlimo salto

In alcuni tratti sono state sistemate delle placchette per agevolare chi non si sentisse molto sicuro nell’arrampicata, che comunque è sempre agevole. Non abbiamo trovato punti difficili da superare.

Intercettato il sentiero, seguiamo la mulattiera ora in leggera discesa verso le macchine. Ad un certo punto incrociamo una deviazione in salita con degli scalini che non dovete prendere. Seguite il sentiero lasciandoveli alla vostra sinistra.

capo sferracavallo_passaggi sul sentiero di ritornojpg

In poco tempo senza nemmeno accorgervene sarete alle macchine, dove vi attende il vostro ristoro e anche un bel bagnetto!

Grazie ancora Walter per questo percorso in un luogo molto bello dal punto di vista naturalistico e ora anche dal punto di vista sportivo!

Modifiche recenti

Il libro degli ospiti posizionato nell’anfratto al termine della terza calata, ci sono due calate alternative a quella da 40m: 22m e 18m per raggiungerle occorre spostarsi a destra rispetto all’inizio della seconda calata, l’armo è su un leccio con cordini in kevlar e maglia rapida. Da qui su un ampio terrazzino è possibile fotografare la calata da 40m e poi proseguire con la calata da 18m all’inizio del terzo salto.

Su wikiloc abbiamo caricato la traccia del percorso con i wp degli armi, che comunque non sono strettamente necessari, si trovano davvero agevolmente sempre sulla linea di calata.

I tempi di percorrenza sono dettati dal fatto che non conoscendo il percorso abbiamo fatto le cose con calma….

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